Moebius

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martedì 6 settembre 2005

Un pomeriggio con Joe R. Lansdale

A nessuno fregherà niente ma visto che frega a me, e questo blog, fino a prova contraria, è mio, immortalo alcuni momenti di ieri pomeriggio, passato in giro per il centro, per librerie, e soprattutto con Joe R. Lansdale.

 

Parto dalla fine, cioè dal momento in cui comincia a diluviare proprio nel tratto che mi separa fra Largo di Torre Argentina e piazza Madama, dove, nella libreria del suo editore, Fanucci, Lansdale avrebbe incontrato i suoi lettori. Naturalmente l’acqua me la sono presa tutta. Fradicio sono arrivato davanti alla libreria con già un bel gruppo di persone in attesa sotto la pioggia, perché l’orario di ingresso erano le 19. Sarà stata la pietà per il fatto che ci pioveva a catinelle ma quasi quaranta minuti prima hanno aperto la porta e pronto ad accoglierci c’era uno dei più grandi scrittori contemporanei. Camicia a maniche corte nera, jeans neri (nessun cappello da cow-boy come qualcuno pensava), sorriso, capelli quasi tutti bianchi, occhi azzurri (o meglio non li ricordo ma su quella faccia ci starebbero bene), così ci si è presentato questo cinquantacinquenne realmente venerato da legioni di fan e di critici.

 

E allora? Allora si è dimostrato una persona disponibile all’ennesima potenza (al contrario di Faletti che si è presentato in ritardo e con la puzza sotto al naso), pronta a rispondere alle domande dei lettori e a firmare pile di libri (c’è gente che si è presentata con zaini pieni di libri e di fumetti, perché ho scoperto che Lansdale ha firmato pure soggetti e sceneggiature di fumetti). Nel mio piccolo mi sono limitato a farmi firmare i due libri acquistati per l’occasione, Il lato oscuro dell’anima (libro del 1987 arrivato solo ora in Italia), che era l’oggetto della presentazione, e In fondo alla palude. Ripeto, colpisce la disponibilità e la semplicità di quest’uomo che è davvero un maestro della letteratura, che si è cimentato con tanti generi della letteratura popolare.

 

Dopo inizia l’incontro con i lettori vero e proprio, ed è una raffica di domande sulle tematiche principali dei suoi libri: la violenza, il razzismo (secondo lui abbiamo, in Europa, una visione distorta della realtà americana in questo senso: il razzismo in America c’è, oggi, ne più ne meno che in Europa), la povertà, le disuguaglianze sociali; poi il suo saltare da un genere all’altro, la passione per la letteratura di genere; cosa rappresenta il Texas per lui visto che la maggior parte delle sue storie sono ambientate nello stato del Presidente, e lui è notoriamente texano (però, lo ha detto lui, è nato nel Connecticut): questa gliela ho chiesta io (“il Texas è uno stato mentale”, riassumendo); naturalmente anche riferimenti all’attualità (a partire dal fatto che Bush è texano come lui), e allora giù critiche a Bush (“è il peggior presidente che ho mai avuto; al suo confronto Nixon è quasi buono; quello che non mi piace di Bush è, oltre alla guerra, la sua becera religiosità”)

 

Si è parlato di tante cose con Joe Lansdale e purtroppo non mi è possibile riportarle tutte non avendo preso appunti, anche perché non essendo la libreria Fanucci uno spazio molto grande stavamo stretti come un pulcino di struzzo dentro un uovo di gallina, e molta gente, arrivata per le 19 non è nemmeno riuscita ad entrare. Interessanti i riferimenti letterari di Lansdale (glielo ho chiesto sempre io), che sono i grandissimi della letteratura americana (più uno scrittore amico suo che in Italia non è tradotto e di cui non ricordo il nome), come Mark Twain (in assoluto il suo preferito, e Huckleberry Finn è il romanzo che lo ha influenzato di più), Faulkner, Cadwell, Robert Bloch (un classico dell’horror e del thriller: l’autore di Psycho) e qualche altro che ora non ricordo (però io gli avevo chiesto quali erano i suoi riferimenti oltre la letteratura, come nel cinema e nei fumetti, sapendo del suo amore per i B-movies ma il traduttore ha scorciato la domanda). Ad una domanda su quanto i suoi personaggi a volte gli assomiglino ha detto che Hap Collins il protagonista di Rumble Tumble e di altri romanzi, è lui, o meglio la sua vita non è stata così ricca di eventi negativi, ma il suo modo scanzonato di guardare alla vita è il suo; si tratta senza dubbio del personaggio che gli somiglia di più. Mentre il suo racconto preferito (ne ha scritti più di 200, e oltre 20 romanzi) è La notte che si persero il film dell'orrore, veramente un capolavoro, confermo.

 

Rimanendo sull’attualità Lansdale si è detto convinto che, anche se la società americana è cambiata dopo l’11 settembre, divenendo intrisa di paura e di religiosità ottusa e bigotta, le cose su quel fronte stiano migliorando (il problema vero sono le disuguaglianze sociale e il dominio dei soldi e degli interessi finanziari) e che il prossimo presidente sarà sicuramente un moderato e, tra l’altro, il suo candidato ideale sarebbe Hillary Clinton, ma un po’ perché è donna e un po’ perché c’è contro di lei una pesante propaganda negativa, legata ancora alle vicende del marito, ha secondo lui poche possibilità (alla domanda se uscirà fuori che lei ha una storia col fratello di Monica Lewinski lui ha risposto che voterebbe pure per lui, sempre meglio di Bush).

 

Fiiiiùùùùù…. Ho scritto pure troppo, però volevo fissare sulla carta immortale dei bit (se non cancello il blog, o se non muore splinder), il mio incontro con Lansdale (tra l’altro stavo letteralmente gomito a gomito con lui, per poco non lo buttavo già dallo sgabello). Un’ultima cosa, vi ricordo la presenza di Lansdale oggi a Bologna (insieme a Valerio Evangelisti), e nei prossimi giorni a Mantova, per il Festivaletterature, e sempre nei giorni del festival in librerie di Padova e Vicenza (sul sito di fanucci dovrebbero esserci ancora tutti i suoi spostamenti di questi giorni)

 

Tornando indietro, c’è ben poco da dire. Come detto ero uscito in anticipo, non solo per arrivare per tempo all’incontro con Lansdale, ma anche per passare alla Feltrinelli (chi se ne fotte della pubblicità) e approfittare della promozione sugli Oscar. Così mi sono comprato (oltre ai libri di Lansdale di cui sopra) Invisible Monsters, di Chuck Palahniuk, che sapete essere uno dei miei cult, L’opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers (libro intorno a cui giravo da un po’) e infine Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti. Così la lista dei libri da leggere si allunga un altro pochino. E mi chiedo se non sia un eccessivo immobilizzo di capitale fare scorta così di libri…

 

Magari la prossima vi parlo di altro che non siano libri…

10 commenti:

  1. io lavoro mica ho tempo di leggere 'sti post ste! :P

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  2. Il solito nikkio! non legge perchè è più bradipo di me! :P

    Senti, senti, Faletti se la tira... che tristezza... ma la saggezza dei vecchi si dimostra sempre attule: presente quello che si diceva dei veri signori e degli arricchiti?

    "Ti prendo e ti porto via" a me è piaciuto più di "io non ho paura". Sicuramente (io non ho paura) è migliore dal punto di vista stilistico, ma "Ti prendo e ..." mi ha veramente commosso. ricordo che lo finii nella sala d'aspetto del dentista, non riuscivo a smettere e piangevo come una fontana.

    "l'opera struggente..." me lo ha regalato lo sposo di sabato a suo tempo, ma a metà lettura mi faceva star male e non sono mai riuscita ad andare avanti (tu dirai: è nova!)
    bacio

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  3. letti tutti e tre.
    e amati tutti e tre, in modi differenti.
    circa il concerto bè...mal d ossa e di testa, senza nulla sotto cui ripararmi ma...ne è valsa la pena:)

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  4. non ti preoccuapre: tu non hai tempo di leggere i miei [lunghissimi] post, io non ho tempo di leggere i tuoi [solo lunghi] post. quando avremo tempo ci leggeremo. o forse ci incontreremo e ci racconteremo tutto, cosa che prenderà sicuro molto meno tempo a entrambi, viaggio compreso!
    ;D
    un bacio!

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  5. SENTI SENTI, UNA BELLA GIORNATA INTERESSANTE.... BEATO TE!!!
    UNA CURIOSITA': IN CHE LINGUA COMUNICAVATE? O C'ERA UN IONTERPRETE O HO SEMPRE IGNORATO LA TUA CONOSCENZA DELL'INGLESE!!!
    BACIONI...

    ALESSIA

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  6. *Philp*
    bella l'uscita del Grande scrittore vs ex poliziotto da drive in...

    "ti prendo .." a me alla fine mi ha sciolto, te lo consiglio di cuore, fammi sapere ;)
    Eggers, è da leggere e prendere le premesse come il romanzo: la sua vita!
    Mi faceva star male perchè il racconto della perdita sei genitori è davvero straziante.
    Come mai non ti deve stupire che l'ho lasciato a metà? Perchè di questi tempi non ne finisco uno :(
    Un bacio dal tuo bellissimo guru.. :P
    e damoce un tono!

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  7. @ pleiadi: ok, allora mi piaceranno sicuramente! sì deve essere stato bellissimo il concerto
    @ sophie: sarebbe un'idea... magari ci incontreremo per caso a metà strada! un abbraccio, solo virtuale
    @ Alessia: nooooooooo, c'era l'interprete. qualche frase smozzicata riuscivo a capirla ma quanto ad esprimermi io... poi lui non sai una parola in italiano.
    @ zoe: ti ho risposto da te

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  8. *Phil*
    bella l'uscita del Drive-in.

    lo so, che mi tieni sempre al corrente delle tue letture :)
    e sono convinta che tu lo finirai Eggers, è notevole (almeno la metà che ho letto :)
    bacio

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  9. zak: visto dove ho passato il pomeriggio di lunedì?
    zoe: ok, sono sicuro che sarà notevole anche la seconda parte :)

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