Moebius
giovedì 17 marzo 2011
Guardando a oriente
lunedì 20 marzo 2006
Cosmopolis, di Don DeLillo
Don DeLillo anche in questo recente libro (del 2003) riesce a dipingere attraverso alcune situazioni iperreali e a volte grottesche il mondo contemporaneo, come pochi altri. Le avventure e gli incontri di Eric, fra le sue amanti, la sua giovane moglie, poetessa ed ereditiera con cui non riesce a fare l'amore, fra anarchici che protestano per New York, i suoi collaboratori, che costituiscono una variegata comunità che di volta in volta abita la sua automobile, e tutta una serie di personaggi che entrano ed escono come fantasmi, ognuno portando con sé qualche verità da scoprire, delineano un quadro che nella sua complessità rappresenta la società ipertecnologica, consumistica, dominata dai rifiuti in cui viviamo, o potremo vivere. Eric è appunto una sorta di Ulisse che viaggia in un insieme di paure e di sicurezze allo stesso tempo, che si interroga su tutto, soprattutto sulla natura della cultura, in cui i dati e le informazioni sono centrali, in cui si ripone la fiducia di trovare i significati che cerchiamo, e che invece sono tutti intorno a noi, nelle piccole cose, a cui bisogna dare un nome, per far sì che le parole abbiano un senso, e risolvere i nostri dubbi. Trovati tutti i pezzi, allora possiamo seguire le tracce fino al nostro destino.
Davvero un bel libro, in cui c'è tutto DeLillo: l'interrogarsi continuo sul senso dei nomi e delle parole, come se dalla semantica venisse il senso del mondo, e forse è così; elementi tipici del suo immaginario, come i grattacieli (non viene detto esplicitamente, ma secondo me il superattico di Eric è in cima alle Torri Gemelle, e così la scelta dell'aprile del 2000 come momento della storia acquisisce un significato più profondo, tutto da decifrare) o gli aerei da guerra, l'arte e l'architettura come prodotti di consumo, e come specchio della realtà, la tecnologia ed i media come strumenti attraverso i quali ri-mediare la realtà, e farla vivere in modo nuovo. Il tutto con una prosa ricca da un punto di vista lessicale e stilistico, in cui ogni parola è pesata e misurata al di là di un puro senso estetico ma per i significati che ogni idea e oggetto portano con sé.
martedì 14 marzo 2006
"Capì quanto significasse per lui, il movimento di dati su uno schermo. Esaminò i diagrammi figurativi che si rifacevano a modelli organici, ala d'uccello e conchiglia spiraliforme. Era pura superficialità affermare che numeri e grafici fossero la fredda compressione di turbolente energie umane, desideri e sudate notturne ridotte a lucide unità sui mercati finanziari. In realtà i dati stessi erano pieni di calore e passione, un aspetto dinamico del processo della vita. Quella era l'eloquenza di alfabeti e sistemi numerici, ora pienamente realizzata in forma elettronica, nel sistema binario del mondo, l'imperativo digitale che definiva ogni respiro dei miliardi di essere viventi del pianeta. Lì c'era il palpito della biosfera. I nostri corpi e oceani erano lì, integri e conoscibili."
Don DeLillo - Cosmopolis
giovedì 21 aprile 2005
Das Kapital
"Il capitale elimina le sfumature di una cultura. Investimenti esteri, mercati globali, acquisizioni societarie, il flusso di informazioni dei media transnazionali, l'influenza attenuante del denaro elettronico e del sesso virtuale, denaro mai passato di mano e sesso sicuro al computer, la convergenza del desiderio dei consumatori - non che la gente voglia le stesse cose, necessarimente, ma vuole la stessa gamma di possibilità di scelta".
Don DeLillo - Underworld
domenica 10 aprile 2005
Underworld, di Don DeLillo
mercoledì 30 marzo 2005
Un luogo d'immaginario